Il Meccanismo unionale di protezione civile

Lo strumento europeo per rispondere tempestivamente alle emergenze di protezione civile in ambito internazionale

L'Aquila, 2009 - Esperti europei impegnati in attività di valutazione del danno dopo il terremoto del 6 aprile

Il Meccanismo di protezione civile – istituito nel 2001 e più volte riformato – coordina la risposta europea alle catastrofi naturali e provocate dall'uomo. Tra i suoi obiettivi anche la promozione della cooperazione tra le autorità nazionali di protezione civile e il rafforzamento della consapevolezza e della preparazione dei cittadini rispetto ai rischi.

Il Meccanismo è costituito da un pool volontario di risorse pre-impegnate dagli Stati Membri per essere dispiegate immediatamente all'interno o all'esterno dell'Unione e garantire in caso di emergenza un'assistenza rapida, efficace e coordinata alle popolazioni colpite. Cuore operativo del Meccanismo è il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze: attivo 7 giorni su 7, 24 ore su 24 coordina la risposta europea alle catastrofi.

A livello europeo la protezione civile è incardinata nella Direzione Generale Aiuti Umanitari e Protezione Civile della Commissione europea e conta l’adesione di 34 Paesi: oltre ai 28 Paesi membri dell’Unione Europea, Islanda, Norvegia, ex Repubblica jugoslava di Macedonia, Montenegro, Serbia e Turchia.

Il 7 marzo 2019 il Consiglio ha adottato una decisione che modifica il Meccanismo nell’ottica di un ulteriore rafforzamento del pool di risorse, della formazione e della prevenzione dei rischi.
 

All’interno dell’Unione Europea. Quando uno Stato partecipante non riesce a fronteggiare una grave emergenza nazionale, può richiedere assistenza agli altri Stati membri attivando il Centro di Coordinamento della Risposta all'Emergenza – Ercc che, ricevuta la richiesta, ne dà comunicazione a tutti i componenti del Meccanismo .

La trasmissione delle informazioni avviene quindi attraverso il CECIS che permette un dialogo immediato tra i Centri operativi h24 degli Stati. All’interno di questo sistema, compaiono le richieste del territorio colpito e le relative offerte di assistenza da parte dei Paesi che decidono di intervenire.

Attraverso il Centro, tutti i Paesi membri sono informati e aggiornati sull’andamento dell’emergenza fino alla sua conclusione. La tipologia di intervento varia a seconda dell’evento. L'Ercc agevola quindi la mobilitazione di squadre di valutazione e/o di coordinamento, esperti, di moduli di protezione civile e assicura il co-finanziamento del trasporto dell’assistenza offerta, lasciandone comunque la direzione allo Stato richiedente.

Al di fuori dell’Unione Europea. Il Meccanismo può essere attivato attraverso una richiesta di assistenza all'Ercc da parte del Paese colpito. In questi casi, l’Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la politica estera insieme allo Stato Membro che detiene la Presidenza del Consiglio Europeo, coordina la risposta politica di concerto con la Commissione. Si garantisce così il collegamento con lo Stato colpito, facilitando il rapido dispiegamento dei soccorsi comunitari, soprattutto nelle prime ore dall’evento.

Nel caso in cui sia presente l’Organizzazione delle Nazioni Unite - ONU, che detiene il ruolo di guida delle operazioni, l’attività svolta dalla Direzione Generale per gli Aiuti Umanitari e Protezione Civile della Commissione Europea (ECHO European Commission - Humanitarian Aid & Civil Protection) - avviene in stretta collaborazione con l’Ufficio dell’ONU per il Coordinamento degli Affari Umanitari – OCHA.

Nell'ambito del Meccanismo, gli Stati Membri favoriscono un approccio coerente ed efficace in materia di prevenzione e preparazione alle catastrofi, attraverso la condivisione delle informazioni non sensibili (informazioni la cui divulgazione non sarebbe contraria agli interessi essenziali della sicurezza degli Stati membri) e la condivisione delle buone prassi. Inoltre, i Paesi:

• effettuano valutazioni del rischio a livello nazionale o al livello subnazionale appropriato e mettono a disposizione della Commissione una sintesi degli elementi di rilievo in esse contenuti entro il 22 dicembre 2015 e successivamente ogni tre anni;

• elaborano e perfezionano le rispettive pianificazioni della gestione dei rischi di catastrofe a livello nazionale o al livello subnazionale appropriato;

• mettono a disposizione della Commissione la valutazione delle rispettive capacità di gestione dei rischi a livello nazionale o al livello subnazionale appropriato ogni tre anni dopo la messa a punto delle pertinenti linee guida, e ogni volta che vi siano modifiche di rilievo; e partecipano, su base volontaria, alle cosiddette “peer review” sul tema della valutazione della capacità di gestione dei rischi.

Centro di Coordinamento di Risposta all'Emergenza - Ercc

La riforma mantiene uno sguardo attento sia all’interno dei confini dell’Unione Europea – UE, sia nei confronti dei Paesi extraeuropei.

Il monitoraggio delle situazioni di disastro o di potenziale disastro, è svolto dal Centro di Coordinamento di Risposta all'Emergenza - Emergency Response and Coordination Centre – ERCC. L’ Ercc è il cuore operativo del sistema, attivo h 24 – 7 giorni su 7, e fornisce ai Paesi partecipanti l’accesso al CECIS - Common Emergency Communication and Information System: una piattaforma informatica comunitaria in grado di comunicare e di scambiare informazioni, tra l'Ercc e i punti di contatto nazionali degli Stati membri.

L'ERCC prevede anche lo sviluppo di moduli di protezione civile, unità di intervento composte da personale specializzato, mezzi e attrezzature messi a disposizione dagli Stati, e “confezionati” secondo la funzione da svolgere e secondo specifici criteri.
L’Ercc consente inoltre di colmare le possibili carenze, anche nella fase di comunicazione e di trasmissione di informazioni tra i Paesi.

In questa direzione, la decisione fissa l’obbligo di notifica nel caso di emergenze con effetti transfrontalieri sia ai Paesi che rischiano di essere danneggiati, sia alla Commissione. La riforma dà seguito all'attività di prevenzione, permettendo agli Stati di coordinarsi al meglio per rispondere ai disastri e condividere, su base regolare, l'attività di valutazione e mappatura del rischio.
Attraverso l'Ercc è possibile sviluppare sistemi di rilevamento e di allerta rapida in caso di catastrofi, e assicurare il sostegno per l’accesso alle risorse per lo sviluppo di unità specializzate di intervento composte da personale, mezzi e attrezzature messi a disposizione dai Paesi membri e “confezionati” secondo la funzione da svolgere e secondo specifici criteri.

Per garantire il flusso delle informazioni, l'Ercc a Bruxelles gestisce anche il sistema informatico Cecis - Sistema Comune di comunicazione e Informazione in Emergenza, che permette un dialogo immediato ed efficace tra i Centri operativi h24 degli Stati membri, con il compito di facilitare le comunicazioni tra l'ERCC e le Autorità Nazionali.

Capacità di Risposta Europea alle Crisi – EERC

La nuova normativa istituisce un vero e proprio pool volontario di forze pre - impegnate che compongono l’European Emergency Response Capacity - Eerc. Finanziato con risorse degli Stati membri, l’Eerc è costituito da moduli, da altri mezzi di risposta e da esperti. Gli strumenti - valutati dalla Commissione Europea - sono a disposizione delle operazioni di risposta nell’ambito del Meccanismo Unionale a seguito di richiesta di assistenza inoltrata tramite il Centro di Coordinamento di Risposta all'Emergenza – Ercc.

Il Sistema Comune di comunicazione e Informazione in Emergenza ha il compito di facilitare le comunicazioni tra l'Ercc, e le Autorità Nazionali.

E' un sistema informatico gestito direttamente dall'Ercc a Bruxelles, che permette un dialogo immediato ed efficace tra i Centri operativi h24 degli Stati membri. All’interno di questo sistema, compaiono le richieste dello Stato colpito e le relative offerte di assistenza da parte dei Paesi che decidono di intervenire. Attraverso il Cecis, inoltre, tutti gli Stati membri sono sempre informati ed aggiornati sull’andamento dell’emergenza fino alla sua conclusione.

Nell’ambito del programma di formazione, l’Italia è entrata a far parte del network dei centri europei di formazione di protezione civile. Dal 2004 la Commissione europea offre la possibilità agli esperti di protezione civile dei Paesi partecipanti di frequentare alcuni corsi di formazione organizzati in Europa dal network dei centri europei di formazione di protezione civile.

I corsi mirano a formare gli esperti che potranno partecipare agli interventi di assistenza del Meccanismo, sia in Europa sia in Paesi terzi.
La Commissione europea gestisce un programma di formazione in materia di prevenzione, preparazione e risposta all’emergenza. Il programma comprende corsi comuni e un sistema di scambio di esperti.

L’obiettivo generale è potenziare il coordinamento, la compatibilità e la complementarietà tra le risorse dei paesi e migliorare le competenze degli esperti di protezione civile degli Stati partecipanti.
I corsi comuni di formazione sono rivolti agli esperti di protezione civile che potranno partecipare agli interventi di assistenza del Meccanismo, sia in Europa sia in paesi terzi.

I corsi di formazione sono articolati in tre livelli principali: introduttivo, operativo e gestionale. Le lezioni, svolte in lingua inglese, sono sia teoriche che pratiche, alternando sessioni frontali con lavori di gruppo. Sono, inoltre, previste delle esercitazioni, table top o di campo, attraverso le quali gli esperti esercitano le proprie capacità, competenze e conoscenze simulando di lavorare come membri di una squadra di valutazione e/o di coordinamento mobiliata nell’ambito del Meccanismo.

I corsi, finanziati dalla Commissione europea, sono organizzati in Europa da una rete di centri di formazione di protezione civile, di cui anche l’Italia ne è parte.
Dal giugno 2012, il Dipartimento della Protezione Civile è leader del consorzio costituito insieme all’Emergency Planning College del Cabinet Office del Regno Unito, alla protezione civile della Croazia, alla Scuola Superiore Sant’Anna ed alla Società Studiare Sviluppo.

Il consorzio è impegnato nello sviluppo e nell'organizzazione di corsi introduttivi sul Meccanismo europeo di protezione civile. Per ogni ciclo della durata di un anno, 5 sono i corsi che si svolgono in Italia - a Roma presso la Scuola Superiore dell'Amministrazione dell'Interno, 3 i corsi realizzati nel Regno Unito - a York presso l'Emergency Planning College del Cabinet Office - e altri 3 in Croazia - a Spalato presso lo Specialist Training Centre della protezione civile croata.

Nel periodo 2009-2012, il Dipartimento ha partecipato ad un’analoga iniziativa di formazione europea insieme alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, capofila del consorzio, e il Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile.
Lo scambio di esperti consente al personale qualificato di protezione civile di approfondire, condividere esperienze e conoscenze in settori specifici. Esperti dei sistemi nazionali possono essere distaccati temporaneamente presso amministrazioni degli altri Paesi partecipanti al Meccanismo per avere un’esperienza diretta e acquisire una conoscenza più approfondita del funzionamento e delle procedure del sistema di protezione civile in vigore nel paese ospitante.

In questo ambito il Dipartimento cura i contatti con gli organizzatori del progetto scambio di esperti, sia per le candidature di quelli italiani sia per quelle degli esperti stranieri interessati a venire in Italia, nell’ambito di questa attività.

Le esercitazioni sono organizzate a livello comunitario, e hanno lo scopo di testare la cooperazione e l’efficienza nella gestione delle operazioni di soccorso delle squadre dei Paesi partecipanti. Durante lo svolgimento delle esercitazioni vengono inoltre valutate l’efficacia e la validità di un modello di intervento per fronteggiare un’emergenza grave, i piani, le procedure decisionali e la gestione dell’informazione.
Consentono, inoltre, agli esperti chiamati ad intervenire in un’emergenza reale, di misurare le proprie capacità, di acquisire esperienza e la giusta dimestichezza per operare sul campo.

L’esercitazione diventa un momento fondamentale in quanto permette la sperimentazione di forme collaborative tra i vari sistemi nazionali di protezione civile, chiamati a cooperare in caso di disastri in un Paese europeo o in Paesi terzi.
Le simulazioni a livello europeo sono organizzate dagli Stati partecipanti la cui proposta viene accettata dalla Commissione europea attraverso le calls for proposals.

Le esercitazioni organizzate da consorzi composti da diversi Stati Membri sono concepite come test che hanno l'obiettivo di stabilire una conoscenza comune di cooperazione negli interventi di protezione civile e di accelerare la risposta durante le principali emergenze. Queste esercitazioni forniscono un'opportunità di apprendimento per tutti i soggetti coinvolti nelle operazioni coordinate dal Meccanismo e di rafforzare la cooperazione operativa tra loro.

Sono ammesse a beneficiare dell'assistenza finanziaria le seguenti azioni generali volte a potenziare la prevenzione, la preparazione e l'efficacia della risposta alle catastrofi:

• studi, indagini, modelli e sviluppo di scenari intesi a facilitare la condivisione di conoscenze, migliori prassi e informazioni;
• formazione, esercitazioni, workshop, scambio di personale ed esperti, creazione di reti, progetti di dimostrazione e trasferimento di tecnologie;
• attività di monitoraggio, stima e valutazione;
• informazione, educazione e sensibilizzazione dell'opinione pubblica e connesse attività di divulgazione intese a coinvolgere i cittadini nella prevenzione e nella riduzione al minimo degli effetti delle catastrofi nell'Unione e mettere i cittadini dell'Unione in condizione di tutelarsi più efficacemente e in maniera sostenibile;
• elaborazione e svolgimento di un programma dedicato alle lezioni apprese da interventi ed esercitazioni nell'ambito del Meccanismo Unionale, anche in settori rilevanti per la prevenzione e la preparazione;
• attività e misure di comunicazione volte ad accrescere la consapevolezza dell'operato della protezione civile degli Stati membri e dell'Unione in materia di prevenzione, preparazione e risposta alle catastrofi.

Azioni di prevenzione e preparazione ammissibili

Sono ammesse a beneficiare dell'assistenza finanziaria le seguenti azioni di prevenzione e preparazione volte a:

• cofinanziare progetti, studi, workshop, sondaggi e azioni e attività analoghe;
• cofinanziare le cosiddette “peer review” equivalenti a missioni di valutazione, effettuate da esperti nel settore della gestione del rischio, in quegli Stati Membri che volontariamente aderiscono all’iniziativa;
• mantenere la piena funzionalità dell'ERCC;
• preparare la mobilitazione e l'invio di squadre di esperti e sviluppare e mantenere una capacità di intervento tramite una rete di esperti formati a tale scopo provenienti dagli Stati membri;
• creare e mantenere il CECIS e gli strumenti che consentono la comunicazione e lo scambio di informazioni tra l'ERCC e i punti di contatto degli Stati membri e di altri partecipanti nell'ambito del meccanismo unionale;
• contribuire allo sviluppo di sistemi transnazionali di rilevamento, allerta rapida e allarme di interesse europeo per consentire una risposta rapida nonché promuovere l'interconnessione tra sistemi nazionali di allerta rapida e di allarme e la loro connessione con l'ERCC e il CECIS. Questi sistemi tengono conto di e si basano sulle fonti e sui sistemi di informazione, monitoraggio o rilevamento esistenti e futuri;
• pianificare operazioni di risposta nell'ambito del meccanismo unionale;
• supportare le attività di preparazione;
• individuare le carenze dell'EERC e sostenere gli Stati membri nel far fronte a tali carenze cofinanziando nuovi mezzi di risposta, fino a un massimo del 20 % dei costi ammissibili, a condizione che:

- la necessità di nuovi mezzi sia confermata da valutazioni dei rischi;
- il processo di individuazione delle carenze (articolo 12 ) deve essere dimostrato dagli Stati membri che non dispongono di tali mezzi e           che tali mezzi siano sviluppati dagli Stati membri o singolarmente o in consorzio;
- l’impegno dei mezzi nel pool volontario per un periodo minimo di due anni;
- il cofinanziamento di questi mezzi deve essere economicamente vantaggioso.
- dove opportuno, la preferenza è accordata ai consorzi di Stati membri che cooperano per un rischio comune;

• garantire la disponibilità del supporto logistico per le squadre di esperti;
• facilitare il coordinamento del preposizionamento, da parte degli Stati membri, dei mezzi di risposta alle catastrofi all'interno dell'Unione;

Azioni di risposta ammissibili:

Sono ammesse a beneficiare dell'assistenza finanziaria, in caso di attivazione del Meccanismo, le seguenti attività:

• invio di squadre di esperti e di relativo supporto logistico;
• cofinanziamento delle spese di trasporto sostenute dagli Stati membri;
• adozione di altre necessarie azioni complementari e di supporto al fine di facilitare il
  coordinamento della risposta nel modo più efficace possibile.